di N. S.
Packaging flessibile e bustine monodose per il food, pharma e personal care
Universal Pack progetta packaging flessibile in bustine monodose partendo da una piattaforma comune da cui vengono declinate le soluzioni per diversi settori applicativi. L’azienda italiana nasce dal settore alimentare che oggi rappresenta circa il 50% dei suoi progetti, Il 40% delle sue soluzioni sono dedicate all’industria farmaceutica e il 10% al personal care e chimico. Le quote sono indicative e possono variare di anno in anno, ma fotografano un portafoglio piuttosto interessante e bilanciato.
“La nostra proposta tecnologica è altamente specializzata per ogni settore, partendo da una base tecnologica che viene poi sviluppata con le specifiche varianti dedicate a ciascun settore applicativo. Nel food prevalgono varietà di prodotto dalle caratteristiche molto diverse. Nel pharma contano estrema precisione, qualità, validazione e documentazione. Queste esperienze alimentano il miglioramento continuo e, quando utili, vengono condivise per diversi settori applicativi” inizia Marco Nardini. “Il segreto di Universal Pack infatti, si basa sulla capacità di incrociare competenze tra diversi ambiti. Se da una parte la sperimentazione fatta con i grandi numeri dell’industria alimentare accelera l’innovazione verso la massima efficienza produttiva, dall’altra la disciplina dell’industria farmaceutica eleva notevolmente gli standard di progettazione, tracciabilità e controllo. In questo modo Universal Pack supporta i clienti con soluzioni monodose flessibili e conformi, ottimizzando performance, affidabilità e un ritorno dell’investimento”.
Competenze trasversali presidiando i mercati globali

Universal Pack fa da ponte tra mondi diversi. Le competenze maturate in un settore vengono adattate per il successivo, rispettando processi, materiali e regole proprie di quel contesto. “Il passaggio dall’alimentare al farmaceutico e alla cura della persona (personal care) richiede più attenzione: cambiano norme, validazioni e documentazione anche a seconda dell’area geografica di destinazione. Grazie all’esperienza internazionale, Universal Pack progetta le macchine tenendo conto delle specifiche locali. Il risultato è semplice da capire: conformità, avviamenti rapidi e continuità produttiva per il cliente – spiega Nardini. Nata in Italia, l’azienda esporta in più continenti con un ampio portafoglio di soluzioni per il packaging flessibile. L’Europa resta la base installata principale anche per motivi storici, ma le vendite si distribuiscono anche in Asia, Africa e nelle Americhe. Questa diversificazione riduce i rischi e rende più stabile l’operatività nel tempo”.
Progettazione su misura: macchine personalizzate Universal Pack per il packaging monodose

La progettazione delle macchine prende forma dall’ascolto tecnico-commerciale delle esigenze del cliente. “La prima fase è guidata da una figura commerciale con competenze tecniche, che raccoglie requisiti del prodotto e obiettivi del progetto. Sulla base di queste informazioni, la soluzione viene definita combinando esperienze e configurazioni già realizzate, così da costruire una macchina ottimizzata al 100% per quello specifico prodotto e per lotti sempre più differenziati. La grande esperienza di Universal Pack riduce la necessità di prototipi. Dopo oltre sessant’anni, continuiamo però a sviluppare macchine inedite o sezioni innovative derivate dalla nostra Ricerca e Sviluppo (R&S), mantenendo alta la flessibilità e la capacità di risposta a progetti non standard” continua Marco Nardini.
Macchine per bustine monodose per alimentare e farmaceutico
Nel settore alimentare la priorità è la prestazione: velocità, cicli al minuto elevati, efficienza reale e continuità produttiva. Conta la robustezza e una manutenzione sostenibile per ridurre costi e fermate: ridurre i fermo-linea significa più pezzi conformi in uscita.
Nel farmaceutico si aggiunge la richiesta di maggiore precisione: dosaggio accurato, buste conformi alle specifiche e integrità della chiusura. A ciò si affianca la documentazione per la validazione del processo produttivo della macchina. L’obiettivo è garantire che ogni busta rispetti i requisiti ed entri nel percorso di qualifica.
Universal Pack progetta macchine e linee per entrambi i mercati: alte performance e affidabilità nel food; precisione, controllo e dossier di validazione nel farmaceutico.
Simulazione delle linee produttive nel packaging flessibile ottimizzando le prestazioni
“La progettazione nasce dal confronto diretto con il cliente per definire esigenze e obiettivi. Identificata la soluzione tecnica più adatta, il progetto viene simulato in ambiente virtuale con il gemello digitale (Digital Twin). La rappresentazione consente di verificare che l’idea soddisfi i requisiti richiesti, sia in termini di prestazioni sia di caratteristiche funzionali. La simulazione è quindi un supporto decisivo per valutare il progetto prima della sua operatività reale. L’efficacia aumenta grazie ai dispositivi di alte prestazioni presenti a bordo macchina, che rendono coerente quanto validato in simulazione del comportamento in esercizio”.
PPWR e materiali per il packaging flessibile: l’approccio Universal Pack

Il Regolamento sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio, il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) impone scelte di materiale più sostenibili e processabili. Universal Pack ha maturato un approccio integrato prodotto-materiale, in cui il film, la formulazione del prodotto da confezionare e la macchina per il packaging vengono progettati come un sistema unico. La collaborazione storica con multinazionali del settore ha accelerato lo studio dei nuovi materiali, passando dalla teoria alla prova su macchina.
“Per supportare i clienti nell’adeguamento al PPWR, combiniamo la progettazione applicativa e la validazione sperimentale. Nel nostro approccio, partiamo dal laboratorio eseguendo l’analisi dei materiali e delle polveri per verificare la compatibilità tra film e prodotto: alcune polveri possono richiedere trattamenti o combinazioni di film differenti per garantire scorrimento, saldabilità e integrità del confezionamento” spiega Marco Nardini.
“Questo patrimonio di prove ha consentito di sviluppare in anticipo soluzioni tecnologiche e accorgimenti di processo che permettono di lavorare correttamente film monomateriale e strutture più riciclabili, mantenendo prestazioni e conformità. Le macchine Universal Pack sono configurate per possedere una flessibilità reale sui materiali: set-up dedicati di dosaggio e saldatura, controllo fine dei profili termici, parametrizzazione delle velocità di traino e gestione degli attriti. In questo modo si preservano efficienza e qualità della confezione, rispettando i requisiti funzionali e normativi”.
Qual è l’importanza del laboratorio nella progettazione del packaging flessibile?

“Il laboratorio consente di validare in anticipo l’abbinamento tra formulazione del prodotto e film, ottimizzando la macchinabilità e il rapporto costi-benefici sul ciclo di vita. Noi lavoriamo con importanti aziende nel settore alimentare e farmaceutico per misurare scorrimento, dosabilità, saldabilità, integrità del packaging e la stabilità del processo, così da trasferire in linea risultati ripetibili e conformi. Grazie a un approccio scientifico e a investimenti continui siam in grado di anticipare i trend dei materiali. Infatti, molti film considerati nuovi sul mercato sono già stati testati da noi in fase prototipale insieme ai produttori: quando il cliente li richiede, esistono già gli studi del loro impiego nel packaging. Questo riduce tempi di avviamento e scarti”, spiega Nardini che continua “Il co-design in laboratorio permette di scegliere i materiali più idonei, considerando prestazioni, conformità normativa (anche in ottica Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggio – PPWR), impatto ambientale e sostenibilità economica. Il servizio continua prima, durante e dopo l’installazione: supportiamo set-up, validazione e ottimizzazione per garantire continuità produttiva, qualità del confezionamento e riduzione del costo totale di esercizio”.
Quanto conta oggi l’AI nel packaging flessibile e quanto conterà domani?
“Universal Pack investe da anni in Ricerca e Sviluppo per integrare le tecnologie più evolute in modo che possano affiancare persone e processi in modo efficiente e sicuro. L’AI non sostituisce gli operatori ma funge da supporto operativo e decisionale, dentro e fuori dalla macchina. L’obiettivo è sviluppare sistemi che aiutino l’operatore ad analizzare informazioni e documentazione, valorizzando l’esperienza Universal Pack per il cliente. Si costruisce così una base di conoscenza strutturata con video, foto, file, registrazioni, consultabile in modo guidato per diagnosticare problemi ricorrenti, identificare le cause e applicare le soluzioni più adatte in tempi rapidi. Il risultato atteso è un utilizzo più semplice della macchina, minori tempi di fermo e un avviamento più lineare oggi e in ottica di crescente pervasività dell’AI nei prossimi anni”.
Sessant’anni di conoscenza e storia nel packaging flessibile al servizio del cliente

“Nel nostro lavoro, la capacità di “dialogare” rapidamente con la macchina è centrale per essere in grado di evitare l’insorgere di problemi in produzione ed eventualmente per una risoluzione immediata. Per questo Universal Pack usa l’intelligenza artificiale per filtrare e rendere accessibile un patrimonio di conoscenze tecniche incredibile: un database costruito in sessant’anni, nato su carta e oggi completamente digitale” prosegue Marco Nardini.
“L’AI accelera l’accesso all’informazione giusta e supporta la manutenzione, controllando i dati e suggerendo azioni efficaci. È una conclusione coerente con l’identità di Universal Pack: mettere esperienza e tecnologia al servizio dell’operatore, per semplificare il lavoro, migliorare l’efficienza e garantire la continuità produttiva”.




