“Il packaging svolge un ruolo fondamentale nella sostenibilità. La vera sfida consiste nel prevenire lo spreco di prodotti, soprattutto nel caso degli alimenti, dovuto a imballaggi mancanti o inadeguati, evitando al contempo un eccessivo utilizzo di plastica. Coesia si è posta l’obiettivo di trovare questo “equilibrio perfetto” e di offrire soluzioni che proteggano senza ricorrere a un eccessivo utilizzo di imballaggi.”
di N. S.
Il ruolo sociale e la definizione degli standard
“La sostenibilità è spesso evocata in modo troppo vago; gli standard, di fatto, non esistono ancora perché nessuno li ha definiti. Il primo scoglio è semantico. Oggi ‘green’ significa tutto e il contrario di tutto”, osserva Aiolfi. Per evitare che il dibattito resti astratto, Coesia siede nei gruppi di lavoro delle associazioni di categoria italiane ed europee e partecipa, tramite i propri esperti, alle consultazioni della Commissione UE.
“L’obiettivo” spiega “è collegare la visione politica con la fattibilità tecnologica: tradurre linee guida in standard misurabili, verificabili e soprattutto applicabili sul campo”. Non è un compito banale: negli ultimi cinque anni la normativa si è spesso spinta oltre i limiti della tecnica disponibile, generando quella che Aiolfi definisce “una fase di utopia necessaria ma talvolta disallineata dalla realtà di fabbrica”. Oggi si punta a un equilibrio più pragmatico, che premi l’innovazione senza penalizzare la competitività.
Dall’utopia alla pratica industriale, la cassetta degli attrezzi di Coesia

All’entusiasmo iniziale – “tutto doveva diventare immediatamente green” – è seguita una fase di disincanto. Oggi, spiega Aiolfi, la sfida è portare la sostenibilità dal piano teorico alla pratica di fabbrica, “trasformando visioni in macchine, processi e modelli di business che stiano economicamente in piedi. Succede spesso che un cliente arrivi con idee un po’ vaghe su questi temi. Noi abbiamo costruito un metodo che parte dal packaging design – capire come un nuovo materiale si piega, sigilla, protegge – fino alla verifica di performance reali”. L’ampiezza di portafoglio del gruppo permette di travasare esperienze fra cosmetica, food, home-care: “soluzioni concepite per un settore diventano spunti in altri, accelerando l’innovazione”.
Il fattore economico: sostenibilità sì, ma con conti in ordine
“La sostenibilità diventa vera solo se è anche sostenibile dal punto di vista finanziario”, scandisce Aiolfi. Concretamente significa analizzare diversi fattori economico-finanziari, insieme alla disponibilità dei materiali e prezzo di mercato. “A volte la conversione a un pack rinnovabile è intuitiva, altre volte richiede compromessi – alleggerire il film anziché cambiarlo, migliorare la logistica per ridurre CO₂, ottimizzare la riciclabilità come alternativa a un materiale bio-based puro”. Coesia, forte di centri di competenza distribuiti, aiuta il cliente a scegliere la traiettoria che massimizza il rapporto fra impatto ambientale e convenienza economica e, se serve, suggerire alternative meno onerose senza perdere di vista l’obiettivo green.
Il consumatore è il motore del cambiamento
L’evoluzione del consumatore segue tre tappe: la fase iniziale di entusiasmo con “il consumatore che pretende il pack più ecologico possibile, senza badare ai costi”, la fase successiva, più realistica, di “quanto è disposto a pagare di più e cosa serve davvero all’ambiente” e infine la scelta naturale, quando la soluzione sostenibile diventa la norma implicita: il consumatore la preferisce a parità di prezzo o con un piccolo premium, spesso inconsapevolmente. In questa fase matura – osserva Aiolfi – il consumatore “condiziona il successo dei brand e, di riflesso, i progetti che Coesia sviluppa con i propri clienti”.
Nel mercato globale i vari continenti hanno velocità diverse, strategie locali e grande attenzione ai clienti

L’Europa è il laboratorio normativo, con standard stringenti su riciclabilità e riuso. Il Nord America è il mercato storicamente poco interessato all’agenda ambientale, ma che nell’ultimo triennio ha accelerato sugli obiettivi di sostenibilità per poi rallentare bruscamente col recente cambio di amministrazione. Il Sud America è nella fase di interesse grazie all’aumento del potere d’acquisto e a programmi governativi di economia circolare. L’Asia è un universo a sé, frammentato e contraddittorio: dal Giappone impegnato su politiche zero carbon ai paesi emergenti dove il prezzo resta il driver principale.
“Studiamo i mercati dall’interno” spiega Aiolfi, “raccogliamo feedback e costruiamo un’offerta differenziata per ogni singola geografia. Il nostro modello pone grande importanza sul post-vendita (magazzini ricambi, tecnici localizzati) e questo è davvero strategico per affrontare mercati così disomogenei. Il modello è nato per il Nord America e prevede magazzini ricambi condivisi tra le company del gruppo, team di tecnici polivalenti e processi di vendita armonizzati. Entro fine anno questo modello verrà replicato in Indonesia – punto di accesso al Sud-Est asiatico – poi in India, infine in Brasile”, dettaglia Aiolfi. “L’assistenza tecnica è un elemento essenziale in ottica sostenibile perché consente al cliente di utilizzare al meglio i propri macchinari senza sprechi né scarti”.
Mercati asiatici: frammentazione e voglia di differenziarsi
Che peso ha la sostenibilità nella competizione asiatica? “In certe aree la green economy è quasi una questione di prestigio” racconta Aiolfi. “Pensiamo alla Corea o alle aree urbane della Cina: offrire un pack rinnovabile equivale a dire “sono un brand premium, proiettato al futuro”. Al tempo stesso, esistono mercati dove il tema è secondario; lì la sfida è rendere competitiva la confezione sostenibile senza un differenziale di prezzo. La soluzione passa da ingegneria di costo, ottimizzazione dei materiali e, non ultimo, educazione del consumatore attraverso partnership con i retailer.”.
Il successo è una sostenibilità concreta ma anche sociale con standard diversi per mercati diversi
In un dibattito sostenuto da idee talvolta anche contrapposte con risvolti che comprendono aspetti sia di sostenibilità ma anche economici e sociali, Coesia propone una soluzione equilibrata e operativa. Si devono necessariamente definire standard realistici insieme a istituzioni e industria da cui tradurre soluzioni testate, economicamente sostenibili e vendibili in mercati che procedono a velocità diverse.
“Il successo – chiosa Luca Aiolfi – sarà far “consumare” al consumatore qualcosa di riutilizzabile o riciclabile senza sprechi di risorse. Se ci riusciamo, vinciamo tutti: l’ambiente, il consumatore, le aziende e la competitività internazionale”. Così la sostenibilità, da etichetta vaga, diventa una pratica quotidiana e il motore d’innovazione. “Il giorno in cui il consumatore potrà scegliere un pack riutilizzabile o riciclabile senza pagare di più e senza sacrificare la qualità del prodotto” conclude Aiolfi, “avremo centrato l’obiettivo. Noi vogliamo arrivarci in anticipo, offrendo alle aziende strumenti concreti, non slogan”.
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