Echoes of Beauty: dietro le quinte dell’industria dei cosmetici
Si percepisce subito il fermento di “Echoes of Beauty“, l’evento che segna l’ingresso di OMAS Tecnosistemi in una stagione tutta nuova al fianco di IMA. Nata negli anni Ottanta dall’intuizione di Savino Giudici, l’azienda lombarda ha costruito la propria reputazione su linee di riempimento e tappatura “su misura” per cosmetica, make-up e personal care. Con l’acquisizione della quota di maggioranza da parte del gruppo bolognese del processing e packaging, la realtà di Cerro Maggiore si prepara a diventare il fulcro di un polo unico nel settore: una sinergia che promette soluzioni ancora più flessibili, integrate e sostenibili per i brand della bellezza globale.
di N. S.
Il dettaglio hub Skin-care e make-up. (photo: IMA)
L’occasione per toccare con mano la portata di questa alleanza è arrivata con “Echoes of Beauty”, due giornate trasformate in un crocevia internazionale di brand, produttori, fornitori di materie prime e imballaggi, formulatori e distributori. Tra conferenze, workshop, dimostrazioni dal vivo e tavole rotonde il messaggio è passato forte e chiaro: la bellezza del futuro nascerà da tecnologie italiane capaci di coniugare flessibilità, sostenibilità e visione digitale.
Dalla bottega alla fabbrica connessa, un polo unico nel personal care
Savino Giudici, CEO di OMAS Tecnosistemi. (photo: IMA)
Quando Savino Giudici racconta la genesi di OMAS, le parole scorrono con orgoglio: «Mio padre Luigi, nel 1973, avviò una piccola officina di lavorazioni meccaniche. Io ho deciso di spingermi oltre, progettando macchine che potessero cambiare formato in pochi minuti e seguire l’evoluzione frenetica dei cosmetici».
Con l’ingresso di IMA, quell’approccio sartoriale si intreccia ora a una rete globale di competenze in packaging secondario, automazione 4.0 e service worldwide. «Il cliente ci chiede la linea chiavi in mano – spiega Savino Giudici, CEO di OMAS Tecnosistemi. Oggi possiamo offrirla, partendo dalla ricetta con soluzioni personalizzate per linee di riempimento e tappatura completamente automatiche per il settore cosmetico, make-up, personal care e farmaceutico. La gamma di macchine di OMAS Tecnosistemi è molto ampia, dalla preparazione del prodotto alla sua movimentazione, dal riempimento, alla tappatura e all’etichettatura e include anche la parte d’imballaggio secondario di una linea completa fino al pallet».
Passeggiando fra i reparti si capisce perché il matrimonio sia così naturale: le isole dedicate al dosaggio di profumi, creme o mascara dialogano con incartonatrici, avvolgitrici e pallettizzatori marchiati IMA, orchestrati da un software comune che registra consumi, traccia i lotti e permette assistenza remota.
Una passerella lunga quarantacinque metri, produttività e flessibilità in un’unica linea
Il cuore della visita è una linea lunga 45 metri per fragranze contenute in flaconi da 30 a 100 ml che sfilano lungo il processo produttivo sino al confezionamento. Non è solo una questione di velocità – oltre cinquanta pezzi al minuto – ma di fluidità: il passaggio da un’edizione limitata di 10.000 bottiglie al cambio formato per una tiratura di 200.000 è molto rapido. Tutto il merito sta nelle ricette digitali preimpostate, nelle testine di dosaggio automatizzate e nell’unica regolazione basata sul godet – che facilita le operazioni di transizione tra lotti diversi.
La sensazione, più che di una fabbrica, è di un grande laboratorio dove robot, visori AR e tool di simulazione convivono con la tradizione artigiana della profumeria italiana.
Echoes of Beauty: hub di innovazione cosmetica
Se la linea di riempimento affascina per la sua estetica ingegneristica, l’evento Echoes of Beauty, che le ruota attorno, rivela l’ambizione di fare cultura industriale. OMAS e IMA non si limitano a esporre macchine: vogliono ascoltare, catalizzare esigenze, anticipare soluzioni. È forse la novità più interessante – un “hub” che trascende l’evento per diventare think-tank periodico.
Flessibilità e sostenibilità: due facce della stessa medaglia
La linea di riempimento e chiusura profumi. (photo: IMA)
Non serve essere ingegneri per capire che la complessità di questa industria non deriva solo dalla chimica del prodotto, ma dal ritmo con cui cambiano collezioni, materiali e normative ambientali. Savino Giudici lo sintetizza con un esempio: «Oggi un brand chiede un flacone in vetro riciclato, domani passa a un altro materiale, dopodomani cambierà ancora. Il nostro compito è supportare la produzione dei cosmetici evitando che le novità implichino lunghe fermate delle linee». La risposta si gioca su tre fronti: motori ad alta efficienza per ridurre i consumi, cinematismi regolabili per il cambio formato rapido e software che abbassa le curve di apprendimento dell’operatore.
Al tema energetico si aggiunge quello del footprint: la nuova partnership con IMA permette di ottimizzare la logistica di fine linea, raggruppando funzioni in spazi ridotti, con percorsi di trasporto più corti e minori consumi.
Creatività e tecnologia: la bellezza parla italiano
Un particolare del Turbomix CX-10. (photo: IMA)
A margine dell’evento resta la convinzione che l’Italia continui a occupare un posto speciale nella mappa del personal care mondiale. Non soltanto per la creatività del prodotto finito, ma per quella capacità manifatturiera di adattarsi, innovare e fare sistema. OMAS Tecnosistemi e IMA, unendo le esperienze, confezionano un modello industriale che guarda lontano: linee complete, intelligenti, sostenibili, pronte a servire tanto la start-up del make-up quanto il colosso multinazionale del beauty.
Gli “Echoes of Beauty” che riecheggiano da Cerro Maggiore ci ricordano che dietro ogni flacone di profumo o tubetto di crema c’è un patrimonio di know-how meccanico, digitale e umano. Ed è un patrimonio che, ancora una volta, parla la lingua italiana.