di N. S.
Il consumatore non sta più cercando soltanto la convenienza, ma anche elementi di salute e sostenibilità. Cresce l’interesse verso la qualità dei prodotti e verso confezioni sempre più attente all’ambiente. L’imballaggio diventa quindi parte attiva della proposta di valore, insieme alla qualità del prodotto.
“Non bastano più velocità nella produzione per un prezzo finale contenuto per i prodotti che andranno sugli scaffali: sono essenziali i materiali riciclabili. I brand owner ci chiedono produttività, soluzioni flessibili ma anche sostenibili fin dalla fase di concept – inizia Alessio Borgo. Noi lavoriamo fianco a fianco con loro grazie a un packaging team interno che studia formati in grado di ridurre materiali, costi e il carbon foot print”.
Con impianti progettati per settori specifici, dal bakery al confectionery, dal pet-food al personal e home care, giusto per citarne alcuni, Cama è in grado di trasferire soluzioni specifiche fra comparti produttivi differenti. “Ci viene riconosciuta la nostra competenza e versatilità – prosegue Borgo – “L’industria alimentare avendo i volumi molto alti, è sempre stata molto attenta all’impatto della sostenibilità nella produzione, dai materiali, ai consumi di energia, al footprint. L’industria non alimentare, invece, ha un potenziale incredibile di sviluppo e crescita e può ispirarsi all’industria alimentare per accelerare il proprio percorso verso la sostenibilità”.
Nonostante l’industria del packaging sia particolarmente tecnologica e automatizzata, ci sono operazioni come il carico dei magazzini del cartone che vengono ancora svolti in parte manualmente e che presentano problematiche. Automatizzando questi compiti ripetitivi, gravosi, dispendiosi in termini di tempo e a basso valore aggiunto, ACL libera l’operatore e aumenta la produttività. Riducendo le manipolazioni manuali, diminuiscono anche i danneggiamenti dei cartoni.
L’Automatic Carton Loading (ACL): perché è stato progettato?

“I cartoni fustellati vengono spesso prodotti da cartiere a centinaia di chilometri di distanza, trasportati su camion, scaricati da carrellisti e immagazzinati per settimane o mesi”, spiega Borgo. Il risultato sono “pallet con prodotti disallineati, pieghe eccessive o cartoni con consistenze e contenuto di umidità diversi a seconda della stagione”. Un contesto che mal si sposa con i concetti “rigidi” alla base dell’automazione.
Da tutto ciò deriva che “il rifornimento del magazzino dei cartoni fustellati sulle macchine confezionatrici diventa un’operazione impegnativa. Infatti, il collo di bottiglia di una confezionatrice wrap-around è il caricamento dei cartoni che può essere un incubo per le ventose tradizionali e un lavoro ripetitivo per l’operatore”.
“La nostra nuova soluzione ACL ha permesso di automatizzare questo processo, mantenendo le tecnologie Cama al passo con le sfide del futuro. Il sistema ACL è composto da un robot collaborativo, equipaggiato con strumenti di presa specializzati, smart camera e sistemi di programmazione avanzati. Il sistema riconosce automaticamente lo schema dei pallet, le pile di cartoni e i fogli da intercalare, consentendo di afferrare e caricare automaticamente i fustellati di cartone sul magazzino della macchina”.
I tre mattoni alla base del sistema ACL:
- Robot collaborativo a tre assi: progettato in-house e ottimizzato per spazi compatti e carichi variabili.
- Sistema di visione 2D/3D: riconosce la configurazione del pallet, interviene nell’orientamento dei singoli elementi identificando i cartoni danneggiati.
- Pinze modulari sensorizzate intercambiabili: per passare in automatico da un formato all’altro senza utensili.
Software e intelligenza artificiale

Il sistema di visione usa algoritmi con reti neurali addestrate che distinguono una piega leggera da un danno grave e decide se scartare o meno la parte interessata dall’analisi. “Il sistema ACL si inserisce nella roadmap green di Cama come passo naturale togliendo mansioni gravose, eliminando scarti e riducendo i consumi. È un pezzo di un puzzle che comprende packaging design e servizi digitali”,
Questo ingegnoso sistema permette l’azzeramento del tempo di carico manuale evitando la manipolazione macchinosa dei cartoni e ciò significa avere meno scarti per danneggiamento. L’architettura totalmente elettrica del robot abbassa i consumi rispetto a soluzioni pneumatiche. Il sistema ACL dialoga con le altre macchine Cama e con i sistemi a monte e a valle. Se in fabbrica ci sono veicoli AMR (Autonomous Mobile Robots) che portano i pallet – illustra Borgo – il nostro sistema ACL si sincronizza con esso eliminando tempi morti”.
Uno sguardo al futuro
“La nostra filosofia – chiude Borgo – resta la stessa: fornire al cliente un ecosistema, non solo un’unità meccanica. La collaborazione in fase di sviluppo è parte integrante del valore della macchina. ACL dimostra che ergonomia, sostenibilità e produttività possono convergere quando macchine e confezioni vengono progettate insieme, con il costruttore coinvolto fin dall’inizio, in uno scenario in cui il consumatore richiede sempre più salute e sostenibilità”.












