di N. S.
Dai cioccolatini al matcha alle gommose alla frutta con accenti esotici, i grandi player stanno investendo in ricerca e sviluppo per sorprendere un pubblico globale alla ricerca di esperienze nuove e raffinate. Allo stesso tempo, cresce la consapevolezza legata alla salute: ingredienti naturali, zuccheri ridotti e funzionalità nutrizionali sono sempre più presenti sugli scaffali. Parallelamente, la richiesta di prodotti artigianali e di alta gamma sta spingendo verso un consumo più consapevole, dove la qualità e il design del packaging diventano elementi distintivi.
Esigenza di confezioni sostenibili realizzate da macchine altamente flessibili

Queste tendenze non impattano solo l’offerta del prodotto, ma si riflettono direttamente anche sul packaging secondario, chiamato a rispondere a esigenze diversificate a livello internazionale, in termini di materiali, formati, sostenibilità e flessibilità produttiva. In questo scenario, l’innovazione nel confezionamento secondario diventa un asset strategico per rispondere alla varietà di richieste e alla dinamicità del mercato globale.
Ne abbiamo parlato con Cristian Sala, Sales Executive Manager di Cama, azienda leader nella progettazione di soluzioni avanzate per il packaging secondario.
Con lui abbiamo approfondito come l’innovazione tecnologica, la conoscenza dei mercati e l’esperienza maturata sul campo stiano contribuendo a creare linee di confezionamento sempre più performanti e su misura per l’industria dolciaria e degli snack.
Quali sono oggi le principali tendenze che Cama osserva nei mercati internazionali dell’industria dolciaria e degli snack, in termini di packaging secondario?
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una forte frammentazione delle richieste da parte dei nostri clienti, in linea con l’evoluzione dei gusti dei consumatori. I mercati chiedono sempre più varietà: non solo nei prodotti, ma anche nei formati, nei materiali e nelle configurazioni delle confezioni. A livello globale, ogni area geografica ha le sue preferenze – in Asia si privilegiano spesso soluzioni compatte e funzionali, mentre in Nord America c’è maggiore apertura a formati multipack o ad alto valore aggiunto. Il packaging secondario diventa quindi un elemento strategico per veicolare l’identità del brand e per rispondere con flessibilità a queste diverse esigenze.
In che modo Cama ha risposto a questa richiesta di varietà e innovazione nei suoi impianti?

L’innovazione è da sempre parte del nostro DNA. Le linee Cama sono progettate per essere modulari, flessibili e facilmente riconfigurabili. Questo ci permette di offrire soluzioni personalizzate, ma anche facilmente scalabili. Ad esempio, per il settore dolciario e snack, abbiamo sviluppato macchine in grado di gestire una grande varietà di formati – da confezioni singole a multipack complessi – con un’elevata efficienza e tempi di cambio formato ridotti al minimo. L’obiettivo è quello di dare al cliente una macchina flessibile per permetetre al cliente di seguire l’evoluzione del mercato.
Quanto contano oggi sostenibilità e materiali alternativi nel packaging secondario?
Sono diventati fondamentali. I brand ci chiedono sempre più spesso soluzioni che siano compatibili con materiali sostenibili, come il cartone riciclabile o materiali compostabili. Anche se il cartone è sempre stato il materiale meccanizzato dalle nostre machine, abbiamo lavorato molto sull’adattabilità delle nostre soluzioni a questi nuovi materiali e per sostituire gli imballi in plastica con quelli in cartone. C’è una forte spinta, anche normativa, verso la riduzione della plastica e l’utilizzo di soluzioni eco-friendly. Noi supportiamo questa transizione con tecnologie in grado di mantenere performance elevate anche con materiali più delicati o innovativi.
Flessibilità, modularità e intelligenza artificiale: come cambia il packaging secondario
La realtà aumentata nel packaging. (video: Cama)
Nel dialogo con Cristian Sala emerge chiaramente come le linee di confezionamento secondario siano sempre più chiamate a gestire formati diversificati e adattarsi a produzioni in continua evoluzione. La flessibilità, sottolinea, è oggi un valore imprescindibile.
“I nostri clienti vogliono linee che possano lavorare oggi un formato e domani un altro, con rapidi cambi di settaggio macchina. Questo significa progettare impianti in grado di cambiare configurazione rapidamente, magari anche in autonomia grazie alla soluzione proposta da Cama per il cambio formato automatico.”.
Un esempio concreto è rappresentato dalle soluzioni Cama con architettura modulare, che consentono di combinare macchine in funzione dello spazio disponibile, della velocità produttiva richiesta e del layout di fabbrica. Sala spiega che “la modularità è oggi strategica non solo per motivi tecnici, ma anche economici: ridurre gli ingombri, adattare la linea agli spazi esistenti del cliente e garantire una crescita modulare nel tempo permette di ottimizzare gli investimenti. Noi progettiamo impianti su misura, ma sempre con una logica scalabile”.
L’evoluzione dell’automazione nel packaging: dal progetto alla manutenzione degli impianti

In molti progetti, Cama fornisce linee complete integrate, che gestiscono tutto il processo: dal confezionamento primario, passando per il secondario, fino al fine linea. Una gestione integrata che garantisce maggiore efficienza e compatibilità tra le diverse fasi.
Ma il vero punto di svolta oggi arriva dall’applicazione dell’intelligenza artificiale e dell’automazione evoluta. Secondo Sala, le nuove tecnologie stanno portando benefici concreti su più fronti.
“Con l’AI possiamo intervenire già in fase di progettazione per verificare la compatibilità tra i materiali di confezionamento, le parti del sistema e il prodotto. In questo modo preveniamo problemi che potrebbero emergere solo durante la produzione”.
Non solo: i sistemi Cama integrano manutenzione predittiva e automazione intelligente, con la possibilità di ricevere alert per il riordino di ricambi prima che si verifichi un fermo macchina.
A questo si aggiunge l’impiego del Digital Twin, una replica digitale della macchina che consente di testare ogni configurazione prima ancora che venga costruita. Una soluzione che accelera il time-to-market e riduce i rischi.
“La simulazione digitale ci permette di validare in anticipo le prestazioni, ma anche di formare gli operatori su ambienti virtuali, migliorando la produttività fin dal primo giorno di messa in servizio”.
Grazie a queste innovazioni, il packaging secondario diventa non solo più efficiente, ma anche più intelligente, anticipando i bisogni del cliente e offrendo soluzioni su misura per ogni mercato.
Controllo totale, test in sede e garanzia di performance: l’importanza del FAT completo

Oltre alla progettazione avanzata e all’integrazione di AI e Digital Twin, Cama può contare oggi su una risorsa strategica di valore assoluto: un nuovo spazio produttivo di grandi dimensioni, concepito proprio per rispondere alla crescente complessità delle linee.
“Abbiamo realizzato una nuova area attrezzata che ci consente di allestire completamente in sede l’intera linea di confezionamento, dal primario al fine linea. È uno spazio che ci permette di svolgere FAT (Factory Acceptance Test) completi e realistici direttamente nei nostri stabilimenti, testando tutte le funzionalità dell’impianto prima della consegna”, racconta Cristian Sala.
Questa possibilità rappresenta un vantaggio competitivo importante per i clienti, soprattutto nei progetti complessi o integrati:
“Il cliente può verificare in loco che tutto funzioni come previsto: dai flussi logistici all’interazione tra i moduli, dalla qualità delle confezioni alla gestione del software e dell’interfaccia operatore. In questo modo, quando l’impianto arriva nel sito produttivo finale, è già pronto per essere messo in funzione con tempistiche ridotte e affidabilità garantita”.
Il nuovo spazio si traduce anche in una maggiore rapidità nella fase di validazione e in una riduzione del rischio operativo per il cliente. “L’approccio Cama – spiega Sala, – è sempre più orientato alla partnership tecnologica, in cui l’azienda si fa carico dell’intero processo, dalla progettazione alla messa in servizio, fino al supporto post-vendita. Non si tratta solo di vendere una macchina, ma di offrire un sistema completo che risolva tutte le esigenze del cliente. E per farlo servono spazi, competenze, tecnologia e, soprattutto, una visione integrata del packaging”.
Sostenibilità integrata: riduzione degli sprechi, risparmio energetico e riduzione del footprint
Assistenza macchine: dal cambio formato automatico alla manutenzione e al monitoraggio in tempo reale. (video: Cama)
Nel percorso di innovazione e sviluppo delle proprie linee, Cama ha la sostenibilità al centro della propria strategia, con un approccio che unisce efficienza produttiva, attenzione ambientale e rispetto delle normative sempre più stringenti. Un impegno concreto che si traduce in scelte tecnologiche ben precise.
Uno dei primi obiettivi è la riduzione degli sprechi. “Le soluzioni Cama sono progettate per ottimizzare l’uso dei materiali di confezionamento, minimizzando gli scarti durante i cambi formato o i cicli produttivi. Inoltre, cresce la richiesta – a cui l’azienda risponde con competenza – di sostituzione della plastica con materiali a base carta o riciclabili, anche nel packaging secondario. Lavoriamo costantemente con i nostri clienti per studiare imballi più leggeri, compatti, sostenibili, senza rinunciare alla protezione del prodotto e alla qualità estetica del confezionamento”, sottolinea Cristian Sala.
La sostenibilità non riguarda solo i materiali. Le linee Cama sono studiate anche per consumare meno energia, grazie all’utilizzo di componenti meno energivori e all’ottimizzazione dei movimenti meccanici. “Una scelta progettuale importante in quest’ottica è stata quella di integrare i quadri elettrici direttamente a bordo macchina. Questa soluzione permette di ridurre i tempi e la complessità del montaggio presso il cliente, ma anche di razionalizzare i cablaggi e semplificare l’impianto elettrico, con evidenti vantaggi in termini di efficienza, manutenzione e spazio occupato. Abbiamo ridisegnato le nostre macchine per renderle più compatte, più semplici da installare e più sostenibili anche dal punto di vista dell’architettura elettrica. Meno ingombri, meno connessioni, più efficienza: tutto contribuisce a un modello produttivo più snello e responsabile”.
Anche la compattezza delle linee risponde a questa logica: meno spazio significa minore consumo energetico per climatizzazione e logistica interna, maggiore facilità di integrazione in stabilimenti esistenti, minori costi operativi con un footprint ridotto.
Il risultato è un modello produttivo in cui tecnologia, sostenibilità e flessibilità si fondono per offrire soluzioni in linea con le esigenze dell’industria moderna e con le aspettative di un mercato sempre più attento all’ambiente.
“Essere sostenibili oggi non è un’opzione: è un requisito imprescindibile. Noi ci crediamo da tempo e continuiamo a innovare in questa direzione, offrendo ai nostri clienti soluzioni pronte per le sfide di domani”.
Cama sarà presente alla fiera Ipack Ima (Milano, Italia, dal 27 al 30 maggio 2025): Padiglione 5, stand A17-B18.
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