Il mondo del monodose nel Nord America: stick pack alimentare, farmaceutico e nutraceutico
Nel mercato nordamericano, il packaging monodose non è più soltanto una soluzione pratica. Sta diventando una risposta industriale a un cambiamento che riguarda i prodotti di largo consumo e il loro confezionamento. Stick pack e sachet interpretano diverse esigenze: controllo della porzione, precisione del dosaggio, protezione del prodotto, flessibilità in linea e facilità d’uso. Sono formati piccoli solo in apparenza, perché racchiudono una parte importante dell’evoluzione del food, del nutraceutico e del farmaceutico. In un mercato in cui stili di vita, canali di vendita e abitudini di consumo cambiano rapidamente, il monodose è un interessante indicatore per capire dove sta andando il packaging in Nord America.
di N. S.
Per approfondire queste dinamiche abbiamo incontrato Francesco Secchiaroli, Sales Director America di Universal Pack, azienda specializzata in tecnologie per stick pack, sachet e confezionamento automatico monodose.Nel Nord America la crescita del monodose è trainata da nutraceutico e farmaceutico, mentre l’alimentare resta il principale mercato per volumi. Secondo stime internazionali, il Food & Beverage rappresenta tra il 50% e il 55% della domanda. Seguono il farmaceutico, tra il 20% e il 25%, il nutraceutico, tra il 15% e il 20%, e la cura della persona, tra il 5% e il 10%.
Il packaging monodose continuerà a crescere in Nord America, ma non è detto che segua lo stesso percorso dell’Europa. (foto: Universal Pack)
L’alimentare crescere e crescerà, con un incremento annuo stimato tra il 4% e il 6% fino al 2030, grazie ad applicazioni come caffè monodose, bevande in polvere, salse, condimenti, prodotti proteici, snack e alimenti per il consumo fuori casa. Il farmaceutico mostra un ritmo più sostenuto, tra il 7% e il 9% annuo, favorito da invecchiamento della popolazione, farmaci da banco, automedicazione, corretto dosaggio e consegna domiciliare. Il nutraceutico è il segmento più dinamico. Collagene, probiotici, vitamine, sali minerali, integratori sportivi e prodotti per il benessere quotidiano spingono la domanda di confezioni monodose pratiche, leggere e facili da utilizzare. In questo comparto, le stime indicano una crescita superiore all’8-10% annuo.
Stati Uniti, Canada e Messico: mercati per il monodose
Il mercato nordamericano del packaging monodose mostra ottimi numeri. “Stiamo parlando di un settore che cresce”, racconta Francesco Secchiaroli.“La tendenza era evidente prima della pandemia, ma tra il 2020 e il 2022 ha registrato una forte accelerazione, soprattutto nel nutraceutico, dove le polveri rappresentano il segmento più dinamico”. Per Universal Pack, questa evoluzione si riflette nelle scelte di investimento dei clienti. Il nutraceutico è uno dei principali motori della domanda di confezionamento monodose, insieme al farmaceutico e alle applicazioni ad alto valore aggiunto.
Il Nord America, tuttavia, non è un mercato uniforme. “Dividiamo il mercato tra Stati Uniti e Canada da una parte e Messico dall’altra”, spiega Secchiaroli. “I primi sono orientati verso nutraceutica, farmaceutica e prodotti funzionali, mentre il Messico assume più il ruolo di piattaforma produttiva anche per i Paesi vicini”.
Questo scenario è legato al nearshoring: la scelta di spostare parte della produzione in Paesi prossimi ai mercati di destinazione. Rispetto all’offshoring tradizionale riduce le distanze, migliora tempi di risposta e rende flessibile la catena di fornitura.
“L’andamento del mercato riflette la forza economica dei Paesi”, osserva Secchiaroli. “Gli Stati Uniti generano volumi di vendita superiori e da soli rappresentano un mercato più importante di Canada e Messico messi insieme. Dal punto di vista delle applicazioni, invece, Stati Uniti e Canada si muovono in modo allineato. Se negli Stati Uniti cresce il nutraceutico, cresce anche in Canada. Se cresce il mercato del caffè negli Stati Uniti, lo stesso accade in Canada. Sono due mercati simili per tipologia di macchinario richiesto. Il Messico presenta dinamiche differenti e un livello di maturità inferiore. Proprio questo apre nuove opportunità: nuovi operatori industriali hanno bisogno di tecnologie moderne, mentre le aziende già presenti devono aggiornare impianti datati”.
Come vincere la sfida dei nuovi materiali
In Europa, a differenza del mercato del Nord America, sostenibilità, materiali e imballaggi monouso sono sempre più collegati a obblighi normativi. (foto: Universal Pack)
La diffusione di stick pack e sachet sta cambiando il modo in cui i produttori valutano i materiali di confezionamento. Nel food, nel nutraceutico e nel farmaceutico in generale cresce l’attenzione verso materiali compostabili, riciclati o riciclabili, soprattutto nei progetti legati ai grandi brand internazionali. Il mercato nordamericano segue però una traiettoria diversa rispetto all’Europa dove la transizione verso materiali più sostenibili è guidata anche dal PPWR. Negli Stati Uniti e in Canada la spinta nasce più spesso dalle politiche interne delle aziende e dagli obiettivi di sostenibilità dei brand owner.
Quali sono le principali richieste che Universal Pack riceve dal mercato del Nord America?
“Bisogna distinguere tra multinazionali e piccole e medie imprese”, spiega Francesco Secchiaroli. “Le multinazionali chiedono che le nostre macchine possano lavorare con materiali compostabili e, in alcuni casi, anche con materiali riciclati o riciclabili. È una richiesta legata più alla politica aziendale che a un’imposizione normativa”.
La sostenibilità è presente nel mercato nordamericano con una logica diversa. Spesso sono le grandi aziende a definire standard interni che ricadono su fornitori e produttori conto terzi.
“Questa esigenza è meno forte nelle piccole e medie imprese”, continua Secchiaroli. “Tuttavia, lavoriamo anche con terzisti che producono per le multinazionali. In quel caso, anche loro devono rispettare le specifiche del cliente finale. Negli Stati Uniti, le applicazioni con materiali compostabili, riciclati o riciclabili crescono ma non rappresentano la norma. I materiali più utilizzati restano quelli tradizionali, comprese le strutture multistrato con alluminio. In Europa, invece, indicazioni e obblighi specifici stanno spingendo con maggiore forza verso soluzioni alternative”.
La nutraceutica guida la domanda che cresce chiedendo flessibilità
Negli ultimi anni, parte delle macchine vendute negli Stati Uniti è stata destinata al confezionamento di polveri. (foto: Universal Pack)
Il mercato statunitense degli integratori alimentari è uno dei più importanti al mondo. Polveri nutraceutiche, integratori per gli sportivi, prodotti funzionali e formulazioni per il benessere quotidiano favoriscono l’uso del packaging monodose, in particolare dello stick pack. Questo formato offre praticità, leggerezza, facilità di trasporto e dosaggio controllato. Per i costruttori di macchine, la sfida è garantire flessibilità, efficienza e cambi formato rapidi in un mercato caratterizzato da prodotti diversi, lotti variabili e molte dimensioni di confezione.
“Negli ultimi anni, parte delle macchine vendute negli Stati Uniti è stata destinata al confezionamento di polveri”, racconta Francesco Secchiaroli. “Nel packaging monodose, i formati più diffusi sono la bustina a quattro saldature e lo stick pack. La prima richiama la classica bustina dello zucchero. Lo stick pack è una confezione stretta e allungata, con due saldature orizzontali e una centrale sul retro. Nel nutraceutico si utilizza soprattutto lo stick pack e per questa soluzione così diffusa abbiamo progettato soluzioni intercambiabili per facilitare il cambio formato”.
“Infatti, il cambio formato è decisivo quando un produttore o un terzista deve passare rapidamente da uno stick pack stretto a uno più largo, o da una polvere a una con caratteristiche diverse. Universal Pack risponde con gruppi e componenti progettati per essere montati e smontati in modo rapido, preciso e ripetibile. Se il cliente produce uno stick pack largo 23 millimetri e deve passare a uno da 35, sostituisce i componenti per il primo formato montando quelli per il secondo. Questa impostazione è semplice e intelligente e permette di adattarsi e gestire molte referenze, formati e polveri diversi senza compromettere l’efficienza della linea. I clienti chiedono flessibilità sul prodotto e sulla dimensione della confezione. Questa soluzione consente cambi formato rapidi e precisi; oggi è la soluzione più venduta e apprezzata in questo mercato”.
Dal laboratorio Universal Pack nasce il sistema materiale-prodotto-macchina
Il cliente invia il prodotto da confezionare, il laboratorio lo analizza e da quei risultati parte la progettazione. (foto: Universal Pack)
Nel packaging monodose per ottenere un prodotto confezionato a regola d’arte devono lavorare in sintonia la macchina insieme al materiale di confezionamento. Il film incide sulla macchinabilità e sulla velocità produttiva, ma anche sulla qualità della busta, sulla tenuta delle saldature e sulla protezione del prodotto.
“Il materiale deve essere scelto e verificato in relazione al prodotto da confezionare e alle condizioni operative della macchina. Universal Pack affronta questo tema con un laboratorio interno dedicato all’analisi dei prodotti e dei materiali, a supporto sia della progettazione ex novo, sia dell’introduzione di nuovi prodotti o nuovi film su macchine già installate. Le nostre macchine lavorano con un’ampia lista di materiali”, spiega Francesco Secchiaroli. “La compatibilità è importante, ma è facilitata dal fatto che le macchine sono predisposte per molti materiali impiegati oggi sul mercato. Ogni film ha un comportamento specifico che può influire su velocità, qualità della confezione e stabilità del processo. Il laboratorio Universal Pack nasce per ridurre l’incertezza tecnica prima dell’avvio del progetto”, racconta Secchiaroli. “Analizziamo prodotti, film e involucri con strumenti ad alta precisione, così possiamo progettare o adattare correttamente la macchina”. Universal Pack produce soluzioni sviluppate in funzione dell’applicazione reale. Il cliente invia il prodotto da confezionare, il laboratorio lo analizza e da quei risultati parte la progettazione. La configurazione cambia: se una macchina lavora sempre lo stesso prodotto ha determinati settaggi che cambiano se il cliente è un terzista che ha bisogno di flessibilità per gestire formulazioni diverse. Il supporto Universal Pack continua anche dopo l’installazione. Quando viene introdotto un nuovo prodotto o materiale, grazie al laboratorio Universal Pack può essere analizzato per capire se la macchina è idonea e se sono necessarie nuove regolazioni o componenti specifici”.
Dati di processo e Intelligenza Artificiale per il post-vendita
La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale aiutano a leggere, interpretare e valorizzare i dati di processo. In Universal Pack, il loro impiego si collega a una base di conoscenza costruita in oltre sessant’anni di esperienza su materiali, tecnologie, prodotti che diventano informazioni utili per progettare e ottimizzare al meglio i processi produttivi dei clienti.
“Il contributo della digitalizzazione è importante anche nel post-vendita. L’analisi dei dati consente di monitorare le macchine installate, individuare anomalie, comprenderne le cause e intervenire in modo rapido e mirato” spiega Francesco Secchiaroli. “Quando si verifica un problema è importante capire che cosa lo abbia causato e come evitare che si ripeta. In un mercato in cui prodotti e materiali cambiano rapidamente, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’esperienza industriale ma è un supporto ulteriore che si basa sui dati di macchina”.
Alfa Flexi, la piattaforma per stick pack sarà presente durante la fiera Pack Expo 2026. (video: Universal Pack)
La flessibilità di Alfa Flexi a Pack Expo: stick pack per nutraceutica, alimentare e farmaceutica
Alfa Flexi è una piattaforma multifila per stickpack per rispondere a un mercato sempre più dinamico che combina efficienza produttiva, flessibilità applicativa e rapidità nel cambio formato.(foto: Universal Pack)
Durante Pack Expo, la fiera internazionale di Chicago dedicata alle tecnologie per il confezionamento, Universal Pack presenterà una soluzione progettata per uno dei segmenti più dinamici del mercato nordamericano: il packaging monodose per nutraceutica, integratori alimentari e applicazioni in stick pack.
La scelta risponde a una richiesta chiara da parte di brand owner e produttori conto terzi: macchine capaci di lavorare prodotti diversi, gestire più formati, ridurre i tempi di fermo e garantire continuità produttiva anche in contesti caratterizzati da lotti variabili e frequenti cambi di produzione.
“Porteremo una macchina multifila per il confezionamento di polveri in stick pack, dedicata al mercato nutraceutico del Nord America”, spiega Francesco Secchiaroli. “È una delle soluzioni più attrattive per il mercato perché offre grande flessibilità e consente cambi formato semplici e rapidi”.
Alfa Flexi: flessibilità per polveri, liquidi e gel in stick pack
Progettata per ambienti multiprodotto e multiformulazione, Alfa Flexi è una piattaforma multifila per stickpack pensata per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più dinamico che combina efficienza produttiva, flessibilità applicativa e rapidità nel cambio formato. Può confezionare polveri nutraceutiche e alimentari e, con unità di dosaggio dedicate, anche liquidi, semiliquidi, gel e prodotti viscosi. La stessa macchina consente di passare da una famiglia di prodotto all’altra senza dover ripensare l’intera configurazione.
“La flessibilità riguarda anche il formato della confezione permettendo di realizzare stick pack di diverse dimensioni, variando sia la lunghezza sia la larghezza della confezione. Cambi formato rapidi, smontaggi veloci, accessibilità elevata e facilità di pulizia contribuiscono a ridurre i tempi di fermo e rendono la macchina adatta a produzioni con molte referenze e frequenti cambi di lavorazione. Anche dal punto di vista dei materiali, la piattaforma offre un’elevata versatilità. È compatibile con i principali film termosaldabili e può lavorare anche laminati orientati alla sostenibilità, rispondendo così alle nuove richieste del mercato. Stiamo parlando di una macchina estremamente flessibile”, aggiunge Francesco Secchiaroli. “Quella che porteremo a Pack Expo è stata progettata e venduta a un importante cliente del settore nutraceutico. È una soluzione gemella rispetto a quella vista durante la recente fiera interpack“.
Dalla macchina singola alla linea completa
Nel mercato nordamericano, la flessibilità è sempre più spesso una caratteristica richiesta all’intera linea di confezionamento. Le soluzioni Flexi di Universal Pack per stick pack e sachet trasferiscono alle linee complete la capacità di adattarsi a prodotti, formati e configurazioni differenti. Per i produttori significa combinare alte prestazioni, continuità di processo e versatilità operativa. È un approccio che protegge l’investimento nel tempo, perché rende la linea pronta a seguire l’evoluzione del mercato, l’introduzione di nuove referenze e le esigenze di una produzione sempre più dinamica.
Il futuro del monodose nel Nord America: efficienza e ritorno dell’investimento
Il nutraceutico è uno dei principali motori della domanda di confezionamento monodose, insieme al farmaceutico e alle applicazioni ad alto valore aggiunto. (foto: Universal Pack)
Il packaging monodose continuerà a crescere in Nord America, ma non è detto che segua lo stesso percorso dell’Europa. Secondo Francesco Secchiaroli, “gli Stati Uniti osservano con attenzione ciò che accade negli altri mercati, ma tendono a costruire una traiettoria autonoma, senza recepire automaticamente le scelte dell’Unione Europea. La differenza più evidente riguarda la regolamentazione. In Europa, sostenibilità, materiali e imballaggi monouso sono sempre più collegati a obblighi normativi. Negli Stati Uniti e in Canada, invece, il cambiamento procede spesso su iniziativa delle grandi aziende, soprattutto quando i brand richiedono materiali riciclabili o compostabili per rispondere ai propri obiettivi di sostenibilità. Per Universal Pack, il Nord America resta un mercato di forte interesse. I clienti statunitensi valutano le tecnologie con un approccio concreto: una macchina deve generare efficienza, produttività e continuità operativa. In questa prospettiva, il ritorno dell’investimento diventa uno dei criteri decisivi nella scelta della soluzione”. Le macchine per il packaging monodose devono essere flessibili, affidabili e semplici da utilizzare. Ergonomia, accessibilità, facilità di manutenzione e pulizia rapida non sono dettagli secondari: incidono ogni giorno sull’efficienza della linea, sulla continuità produttiva e sul lavoro degli operatori.
“Nei prossimi anni, la competitività dipenderà sempre più dalla capacità di ridurre i tempi di fermo, accelerare i cambi formato e lavorare prodotti e materiali diversi senza compromettere le prestazioni. Anche tecnologie come la saldatura a ultrasuoni potranno trovare spazio, ma solo quando il costo sarà compensato da un vantaggio tecnico ed economico realmente misurabile” conclude Secchiaroli. “Il futuro del packaging monodose in Nord America sarà guidato da innovazioni concrete. Soluzioni capaci di migliorare prestazioni, flessibilità, semplicità operativa e ritorno dell’investimento avranno un ruolo decisivo nel mercato”.
Universal Pack a Pack Expo International, USA, Chicago: North Building -N-6269