di N.S.
Il patrimonio storico culturale dell’Opera in Villa, dalla memoria del passato

In questa prospettiva si inserisce anche il riconoscimento attribuito dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) al canto lirico italiano come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un passaggio importante, perché l’opera lirica non è soltanto una forma artistica di altissimo livello, ma anche uno dei segni più profondi dell’identità culturale italiana e della sua immagine nel mondo.
Da qui prende forma una proposta che restituisce a musica e teatro il loro valore originario, non come semplice memoria del passato, ma come esperienza viva, accessibile e coinvolgente. Per Alberto Uva, responsabile delle attività culturali di Villa Sormani Marzorati Uva, il senso dell’iniziativa sta proprio nella possibilità di riportare all’attenzione del pubblico la Reggia di Monza e il suo Teatro di Corte, luogo di grande pregio storico e autentico gioiello del territorio brianzolo.
Il valore del progetto sta dunque nel riportare l’opera nei luoghi per i quali era nata, ricreando il legame tra architettura, cultura e partecipazione. In questo senso, il Teatro di Corte viene restituito alla sua vocazione originaria e torna ad avvicinare il pubblico a un patrimonio che appartiene alla storia culturale italiana.
Un progetto che nasce nel cuore della Villa Reale e del Parco di Monza
Paolo Pilotto, sindaco di Monza e presidente del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, ha presentato il progetto che si svolgerà nella Villa Reale, inserita all’interno del Parco di Monza, un complesso di 730 ettari che costituisce il più grande parco cintato d’Europa. Nel suo intervento, il sindaco ha richiamato il valore di questo patrimonio culturale, che supera i confini cittadini e si propone come bene aperto alla collettività, capace di svolgere un ruolo significativo nel panorama italiano. In questa prospettiva, l’iniziativa contribuisce a rafforzare la funzione della Villa Reale come spazio culturale vivo, accessibile e condiviso.
L’esperienza del Teatro di Corte, un format culturale che parte da lontano
Il consenso raccolto nel tempo ha confermato l’efficacia di un format capace di avvicinare le persone all’opera lirica attraverso un’esperienza diretta e partecipata. La scelta di ambientarla in ville, palazzi e musei produce un duplice effetto: richiama il contesto storico originario, riportando musica e teatro nei luoghi che per secoli li hanno accolti, e allo stesso tempo rende l’opera più vicina alla sensibilità contemporanea, più accessibile anche a chi vi si accosta per la prima volta.
A rendere questa formula particolarmente significativa è anche il suo forte coinvolgimento emotivo. La rappresentazione si sviluppa a stretto contatto con il pubblico, creando una relazione viva tra artisti e spettatori e trasformando l’ascolto in un’esperienza condivisa.
In questo quadro si inserisce il desiderio di riportare il Teatro di Corte nel luogo che più naturalmente può accoglierlo e rappresentarlo. Sotto questo profilo, la Reggia di Monza possiede la forza simbolica e l’autorevolezza ideali per restituire al pubblico una tradizione culturale nata proprio per vivere in spazi come questo.
L’importanza della cultura: l’industria sostiene la lirica alla reggia di Monza

La prima stagione lirica alla Reggia di Monza nasce dalla collaborazione tra istituzioni e imprese che hanno scelto di sostenere con convinzione il progetto. Alla sua realizzazione hanno contribuito il Comune di Monza con il sindaco Paolo Pilotto, il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza guidato dal direttore generale Bartolomeo Corsini e un gruppo di realtà industriali che hanno partecipato in modo concreto all’iniziativa.
A unire questi soggetti è una visione condivisa: riconoscere all’arte e alla cultura un ruolo importante nella crescita delle persone e, nello stesso tempo, una capacità reale di generare valore anche all’interno dell’impresa.
Tra i sostenitori figurano Cama Group, con la vicepresidente Annalisa Bellante, Geico con il presidente e amministratore delegato Daryush Arabnia, BrianzAcque con il presidente e amministratore delegato Enrico Boerci e BEA – Brianza Energia Ambiente con il presidente Carlo Maria Novara.
In questo quadro, Cama Group merita un’attenzione particolare anche per la sua appartenenza al settore delle macchine automatiche per il packaging. Le parole di Annalisa Bellante offrono infatti una riflessione particolarmente significativa sul rapporto tra cultura d’impresa, innovazione e attenzione alla persona.
Perché un’azienda metalmeccanica sceglie di sostenere un progetto dedicato all’opera lirica?
“La risposta è semplice”, osserva. “Arte, cultura e bellezza rappresentano un acceleratore di creatività e di innovazione anche all’interno dell’azienda”.
La visione che emerge affonda le radici nella storia familiare e imprenditoriale di Cama Group, in una sensibilità trasmessa dal padre fondatore e condivisa oggi dai fratelli Annalisa e Daniele, entrambi legati al mondo dell’arte.
“Portare questa attenzione dentro l’azienda significa favorire un’apertura culturale che può riflettersi sul benessere delle persone, sul clima interno e sul modo in cui si affrontano il lavoro, la progettazione e l’innovazione”, spiega Bellante.
In questa prospettiva, il sostegno alla lirica diventa l’espressione coerente di un’idea di impresa che riconosce nella cultura un elemento capace di nutrire la creatività, rafforzare l’identità aziendale e contribuire alla crescita della comunità. “Per Cama, bellezza, cultura e innovazione non sono mondi separati, ma fattori che insieme alimentano creatività, qualità del lavoro e apertura al cambiamento”, conclude Bellante. “In questa visione, il benessere delle persone e la responsabilità sociale dell’impresa fanno parte di uno stesso percorso di crescita, che genera valore all’interno dell’organizzazione e nel rapporto con il territorio”.
Opera in Villa a Monza: gli appuntamenti in cartello
La stagione lirica alla Reggia di Monza si articolerà in quattro appuntamenti tra aprile e giugno 2026, costruiti attorno a titoli di forte richiamo.
Il calendario si aprirà il 10 aprile con Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, proseguirà il 30 aprile con Madama Butterfly di Giacomo Puccini, continuerà il 21 maggio con La Traviata di Giuseppe Verdi e si concluderà il 25 giugno con Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.
La scelta delle opere e il loro adattamento portano la firma del direttore artistico Gabriele D. G. Bolletta, che parteciperà anche in scena interpretando la parte recitata.













