di N. S.
Tre livelli per il flow pack con un’unica piattaforma
Da dove parte il ripensamento del portafoglio Flow Pack? Lattarulo inizia spiegando che nasce “da una domanda precisa del mercato: soluzioni scalabili e aperte a materiali sostenibili. Per questo la gamma si articola su tre modelli:
- FP ONE, entry-level compatta, accessibile e affidabile, rappresenta la soluzione d’ingresso nel portafoglo Flowpack di ACMA
- FP PRO, macchina con saldatura hot-seal e cold-seal fino a 150 m/min e diversi stili di busta (pillow, slug), rappresenta la soluzione best seller di ACMA
- FP EDGE, top di gamma a cold seal, 150 m/min di svolgitura e fino a 1 000 pezzi/min: la nostra risposta alle produzioni più sofisticate grazie anche all’integrazione di tecnologie digitali e della possibilità di utilizzarla sia con materiali standard che di nuova generazione come il base carta”.
Ogni modello mantiene ergonomia, manutenibilità e possibilità di upgrade digitali, semplificando la formazione degli operatori e la gestione dei ricambi.
ACMA con la serie FP ONE/PRO/EDGE, offre una piattaforma orizzontale capace di:
- gestire film tradizionali e carta-based grazie ad una tecnologia ibrida;
- ridurre gli sprechi via ansa pneumatica e vision system;
- abilitare il servizio remoto, utile per il contenimento dei costi di manutenzione da parte del cliente;
- adattarsi a mercati differenti senza sacrificare time-to-market.
“Mettere il cliente al centro di una filiera convergente materiale-macchina-converter”, spiega Roberto Lattarulo, “significa garantire oggi la flessibilità che servirà domani». Un impegno che ACMA traduce in tecnologia concreta, pronta a viaggiare fino a 1000 pezzi al minuto ma con l’agilità di fermarsi al momento giusto per non sprecare nemmeno un centimetro di film”.
Materiali ibridi oggi, 100 % carta domani, dialogando con la filiera

Al centro della dimostrazione milanese c’era FP EDGE che lavorava un film 80/20: “ottanta per cento carta, venti di barriera di materiali differenti” spiega Lattarulo. “È il risultato di ciò che i clienti ci chiedono: investire oggi in macchinari che durano decenni, pronti sia per i materiali tradizionali sia per quelli di nuova generazione…che per quelli che verranno”.
La flessibilità viene garantita con una struttura “aperta”: “l’ufficio tecnico può tarare la macchina su ogni film. Dire “carta based” non basta: ogni carta reagisce in modo diverso, può cambiare anche se viene stampata con inchiostri diversi”.
Il marketing manager visualizza il cliente al centro di un triangolo perfetto, in cui materiale, macchina e converting devono comunicare. “Se chi produce il film non parla con chi lo converte, e quest’ultimo non dialoga con noi costruttori, il rischio è un disastro operativo. Lavoriamo fianco a fianco di tutti, e i risultati con clienti di primo piano lo confermano”.
L’ansa pneumatica: il cuore della gestione film
Il passaggio a supporti meno elastici impone un trattamento delicato: ecco l’ansa pneumatica, brevetto ACMA. “Stiamo parlando di un buffer dinamico a vuoto che mantiene la tensione corretta” racconta il manager. Se la linea “perde” un prodotto, la busta non viene formata: il loop assorbe il surplus di film e lo restituisce al pezzo successivo. Farlo a mille barrette al minuto sembra fantascienza, ma la FP EDGE lo fa in continuo, riducendo scarti, preservando l’integrità dell’incarto e garantendone l’estetica”.
Vision Systems e diagnostica predittiva

Non solo meccanica: la serie FP è digital. Telecamere ad altissima definizione permettono all’operatore di cogliere difetti invisibili a occhio nudo considerando le velocità in gioco. “Stiamo inoltre rilasciando funzioni di alert automatici per prevenire gli errori”.
Il servizio ACMA Connect abilita il collegamento da remoto: “dalla nostra control room di Bologna possiamo entrare nelle macchine installate ovunque nel mondo, riduciamo tempi di fermo e – dettaglio non secondario – emissioni di CO₂, perché evitiamo viaggi non indispensabili”.
Time-to-market: dallo sviluppo al lead time
ACMA distingue due tempi:
- Product time-to-market – dall’idea al lancio. “Marketing, R&D, sales e operations hanno obiettivi comuni, così un prodotto nuovo può arrivare in poco più di un anno. Non serve sempre l’innovazione dirompente; a volte basta quella incrementale, ma deve essere concreta”.
- Lead time dell’ordine – dall’acquisizione alla consegna. “Abbiamo introdotto logiche in-cell tipiche dell’automotive per gruppi di macchine con cicli simili: consegniamo più in fretta quando la rapidità fa la differenza”.
Riduzione sprechi, energia e ingombri aumentando la produttività
La sostenibilità passa anche da efficienza e footprint. “Il nostro supporto tecnico valuta l’intero ciclo vita: meno materiale, meno scarti, minori consumi energetici». L’ansa pneumatica ne è un esempio; un altro è la CW 1400 per cioccolatini, che a pari ingombri della precedente CW 1005 produce il 40% in più: “Il cliente vuole produttività per metro quadro, e noi gliela diamo.Su questi aspetti non si può trascendere. Abbiamo appena lanciato la CW 1400, la nostra macchina di alta gamma per il cioccolato. Fare 1.400 cioccolatini al minuto a pari footprint laddove prima ne facevi 1.000 è un grosso passo avanti per il cliente”.













