Il progetto, perfezionato sulla base dei feedback dei clienti, è stato presentato in anteprima all’ultima edizione di Ipack-Ima di Milano e sarà uno degli elementi di spicco con un particolare ruolo di rilievo anche ad Interpack 2026 di Düsseldorf (Pad. 11 – Stand 11G02).
di N. S.
Perché il Mini Tray è riconosciuto come soluzione di packaging green capace di convincere produttori e consumatori?
La risposta risiede in tre driver fondamentali:
- Riduzione dei materiali – Il sistema ottimizza l’uso della carta, consentendo l’impiego di materiali riciclabili o compostabili che abbassano l’impronta di CO₂ e semplificano la filiera del riciclo.
- Efficienza energetica – Componenti a basso consumo che limitano il consumo di energia tagliando costi operativi e impatto ambientale.
- Qualità percepita dal consumatore – Il design compatto garantisce un’estetica curata, dimostrando che la sostenibilità può convivere con la funzionalità e l’appeal visivo del prodotto.
L’ottimo riscontro internazionale ottenuto a Milano conferma che la Mini Tray risponde alle esigenze di mercati sempre più attenti a sostenibilità, prestazioni e assistenza post-vendita.
Più sostenibilità progettando le macchine insieme ai clienti

Per soddisfare la crescente domanda di imballaggi eco-compatibili, Gampack ha presentato a Ipack Ima 2025 la nuova famiglia di macchine che realizza confezioni a ridotto impiego di materiale e plastica, comunicando immediatamente l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità.
“Pur essendo progettate su misura, queste soluzioni partono da piattaforme standardizzate sviluppate internamente: ciò consente personalizzazioni rapide e puntuali senza dover riprogettare l’intero sistema. La linea esposta a Milano confeziona oltre 100 pezzi al minuto in mini vassoi fino a 150 mm di lunghezza ed è in grado di alloggiare due, tre o quattro articoli per pack. Nata per le confezioni in cartone tipo brick di succo di frutta, la tecnologia si adatta con la stessa efficienza ad altre bevande e prodotti affini, garantendo elevate prestazioni produttive e minori impatti ambientali” inizia Giovanni Anzani, Direttore Commerciale di Gampack. “La progettazione di una macchina — soprattutto per il confezionamento dei mini-tray — parte sempre dalle specifiche tecniche fornite dal cliente. Il primo passo è l’analisi del prodotto da confezionare e come deve essere presentato sullo scaffale: solo così possiamo modellare la soluzione sulle reali necessità del cliente. Ricevuti i dati iniziali, il nostro team lavora per il produttore definendo i dettagli: dimensioni, cadenza produttiva, materiali di imballo. La scelta della carta e la sua macchinabilità influenzano le prestazioni produttive ma anche le strategie di marketing del brand”.
Questa stretta collaborazione consente di realizzare una macchina tailor-made, capace di garantire l’efficienza della linea e un packaging finale che risponde alle aspettative del consumatore e del retailer.
Packaging UE: formati sempre più uniformi, customizzazione sempre più decisiva

Quali trend di standardizzazione del packaging alimentare emergono oggi in Europa e come mantenerne la personalizzazione?
Tanto all’ultima edizione di Ipack Ima come a quella di Gulfood Manufacturing di Dubai a cui Gampack ha preso parte, entrambe le fiere si sono confermate un osservatorio privilegiato: dalle analisi sui grandi brand è emerso un progressivo allineamento di formati e tipologie di imballo nei rispettivi bacini di mercato, con multinazionali che generalmente impiegano gli stessi pack per ridurre la complessità delle confezioni.
Pur rispettando le preferenze dei consumatori in materia di materiali e sostenibilità, questa omologazione genera macro-aree con esigenze convergenti. È in tale scenario che Gampack si distingue, grazie a un elevato livello di customizzazione basato su piattaforme standardizzate: la combinazione ottimale per conciliare requisiti comuni e unicità di brand. La nuova macchina presentata in fiera a Milano—inedita e fortemente innovativa—lo dimostra, affiancando ai plus tecnologici i cardini di sempre: vicinanza al cliente, flessibilità produttiva e un servizio post-vendita che garantisce continuità e performance elevate.
Ridurre il footprint degli impianti: strategia chiave per sostenibilità e produttività
Si può conciliare sostenibilità e produttività nella progettazione di linee di confezionamento. La riduzione del footprint degli impianti non è solo una scelta logistica: rappresenta un pilastro strategico per contenere consumi energetici, uso di suolo e materiale d’imballo. “Nei nostri studi di fattibilità analizziamo costantemente ogni variabile per abbassare l’impatto ambientale; un layout compatto consente ai produttori di incrementare la resa anche senza ampliamenti strutturali. La mancanza di spazio è tra le criticità più diffuse: per questo sviluppiamo soluzioni ad alta densità che, a parità di superficie, offrono output superiori. Un caso recente ne evidenzia il potenziale: una linea composta da oltre quattordici macchine ha raggiunto un’efficienza del 99%, dove impianti analoghi si fermano all’80-85%. Su volumi di 350-400 pezzi al minuto, il delta del 15% equivale a milioni di unità aggiuntive annue, fate pure i conti. Tali risultati sono possibili solo grazie a un ascolto continuo del cliente e a un fine-tuning meticoloso in ogni fase, dal concept al collaudo, garantendo così sostenibilità operativa e vantaggio competitivo” continua Giovanni Anzani. “Gampack nasce come specialista nel packaging secondario e nel fine linea, ma oggi è in grado di fornire linee complete ad alte prestazioni: dall’ handling del packaging primario, alla formazione del packaging secondario fino alle fasi di imballo terziario e pallettizzazione.
Il percorso parte sempre da un’esigenza concreta del cliente — colmare lo spazio fra l’uscita del processo produttivo e la formazione del pallet — e si traduce in un servizio di ingegnerizzazione dello stabilimento che libera le aziende dalla necessità di coinvolgere consulenti esterni o team tecnici interni spesso ridotti al minimo.
Grazie a una gamma ampia di moduli, possiamo comporre la linea più adatta a ogni contesto produttivo, ottimizzando layout, velocità e automazione. Un vantaggio competitivo decisivo è la scrittura del software: un unico sistema di controllo per tutte le macchine assicura installazione rapida, gestione semplificata e massima efficienza operativa anche dopo l’avviamento”.
User experience nel packaging: perché un HMI user-friendly vale più di mille funzioni
Come semplificare la gestione di linee di confezionamento composte da macchine eterogenee, riducendo i tempi di formazione e garantendo continuità produttiva?
La risposta di Gampack è un’interfaccia uomo-macchina unificata, progettata in modo che sia user-friendly. Tale coerenza grafica e funzionale consente a operatori stagionali o con competenze di base di avviare, regolare e monitorare l’intera linea senza dover ricorrere a specialisti altamente qualificati per ogni singola operazione. L’approccio user-friendly, unito alla complessa logica di controllo sottostante, accelera l’accesso del personale, riduce gli errori di set-up e assicura livelli costanti di efficienza (OEE) lungo tutto il ciclo produttivo, trasformando la complessità intrinseca del packaging in un’esperienza operativa immediata e affidabile.
Monoporzione green: meno materiale e impianti a risparmio energetico intelligente

La riduzione degli sprechi passa dal risparmio del materiale e dell’energia. “Il Mini Tray nasce con questo obiettivo. Dietro a un’idea in apparenza semplice c’è un grande lavoro di ingegneria che consente un taglio significativo dei consumi di cartone e, soprattutto, di plastica, grazie all’uso di supporti sostenibili. Uno dei plus più evidenti è la monoporzione: quando si stacca un singolo brick, la fustella del Mini Tray resta solidale alla confezione. In questo modo non si disperde nell’ambiente ma segue il prodotto nel circuito di raccolta carta, analogamente ai tappi in plastica oggi vincolati alle bottiglie. Ogni dettaglio del sistema è stato studiato per ridurre l’impatto complessivo e favorire un riciclo semplice e corretto, dimostrando che anche piccoli accorgimenti possono produrre grandi risultati in termini di sostenibilità”, Anzani prosegue. “Anche la riduzione dei consumi energetici è un pilastro della nostra filosofia progettuale. Il primo passo è l’impiego di motori energy saving, scelti per garantire la massima resa con il minimo dispendio. A questo si aggiunge una gestione software accurata: gli algoritmi monitorano in tempo reale lo stato della linea e mettono in stand-by i motori o i gruppi funzionali che non servono in quel preciso momento. Ogni componente “energivoro” viene quindi attivato quando è necessario; in assenza di prodotto o durante le pause operative, resta in stand-by, evitando sprechi. L’effetto combinato di queste micro-ottimizzazioni si traduce in un abbattimento significativo dei consumi complessivi, senza sacrificare velocità o affidabilità di produzione”.
Brand building e confronto di mercato: l’importanza delle fiere per l’innovazione

“Le fiere restano uno strumento fondamentale nel nostro mercato, anche se il ritorno non è immediatamente quantificabile in ordini: servono a costruire il brand, a farsi riconoscere attraverso stand originali e tecnologie distintive, e a coltivare relazioni con clienti che altrimenti sarebbe difficile raggiungere—specie se provengono da mercati lontani. Oltre all’aspetto visuale, le manifestazioni offrono un confronto diretto con i competitor: scambi di idee che alimentano l’innovazione continua” prosegue Giovanni Anzani.
Il Mini Tray è un esempio perfetto: soluzione semplice, funzionale e subito percepita dal mercato perché risponde ai requisiti di sostenibilità senza complicazioni inutili. Dopo l’ottimo riscontro a Ipack Ima e Gulfood Manufacturing nel 2025, il prossimo principale appuntamento in programma sarà Interpack Düsseldorf (maggio 2026), la “coppa del mondo” del packaging, per la quale si lavora su tecnologie e look “da abito buono”.
“Presentarsi con uno stand riconoscibile, soluzioni mirate e macchine dal design curato permette di alimentare interesse, raccogliere feedback in tempo reale e verificare i trend emergenti” conclude Anzani. ”È un processo di continuous improvement che coinvolge clientela, partner e perfino i concorrenti, spingendo tutto il settore a fare un passo avanti”.













