di N. S.
Il controllo dell’ACL è sincronizzato con il ciclo produttivo: il flusso di cartoni è costante, i micro-fermi si riducono e la continuità di confezionamento migliora. L’ACL opera in sicurezza, dialoga con i controlli di linea ed elimina attività ripetitive e di basso valore per l’operatore.
“Il carico automatico dei cartoni può essere integrato sulle nuove macchine semplificando layout, sicurezza e formazione fin dal collaudo oppure con un intervento di adeguamento (retrofit) che può anche essere inserito su impianti già esistenti,” introduce l’argomento Cristian Sala, Sales Executive Manager di Cama.
“Nelle linee dove il carico dei cartoni è ancora parzialmente manuale, l’ACL elimina compiti ripetitivi e gravosi, libera il tempo dell’operatore per attività a maggiore valore e riduce i danneggiamenti legati alla manipolazione. Il risultato è una produttività più stabile, meno micro-fermi e un flusso continuo di cartoni per il processo di packaging della macchina”.
Come nasce l’ACL, i suoi obiettivi e l’integrazione anche su linee esistenti
“Il Carico Automatico dei Cartoni è nato su indicazione diretta dei clienti, che hanno chiesto di automatizzare il rifornimento dei materiali e di eliminare queste attività ripetitive e rischiose per gli operatori. In molte installazioni, il carico manuale implicava il sollevare pacchi pesanti di carta e cartoncino che avrebbero alimentato magazzini posti anche oltre 1,5 m di altezza: un’attività che aumentava fatica, variabilità, infortuni e possibilità di errori. L’ACL riconosce il fustellato, lo preleva dal bancale e lo inserisce nel magazzino in sincronia con il ciclo macchina. In questo modo si hanno meno rischi per le persone, più stabilità produttiva e qualità costante”. ACL ha così permesso di eliminare i rifornimenti manuali e stabilizzare il ritmo della confezionatrice, con un beneficio immediato sulla continuità operativa.
Perché il rifornimento dei cartoni fustellati può essere un passaggio critico?

Lungo la catena logistica i cartoni fustellati possono cambiare le loro caratteristiche a causa del trasporto o anche per il loro stoccaggio, il cartoncino può imbarcarsi perdendo la sua planarità, può irrigidirsi oppure ammorbidirsi. “Variazioni di umidità alterano la superficie e la rigidezza, incidendo sulla tenuta delle ventose e sul distacco del singolo foglio durante la manipolazione. In queste condizioni, il sistema di presa avrà a che fare con fogli che possono avere pieghe, che saranno privi del corretto allineamento e potremmo avere pacchi di cartoncino non perfettamente idonei per l’automazione.” continua Sala. “Questi problemi possono avere origine da diversi fattori ma in tutti i casi il tutto si traduce in un carico magazzino instabile che obbliga al continuo intervento sulla fornitura dei cartoni nel sistema per il confezionamento, partendo dal riallineamento delle pile dei cartoni mentre la macchina rimane ferma. Il collo di bottiglia non dipende quindi tanto dalla formatura o dalla chiusura delle confezioni, ma dalla qualità del rifornimento: se i cartoni non scorrono con regolarità, l’intero ciclo rallenta. Per questo molte aziende stanno integrando soluzioni dedicate al Carico Automatico dei Cartoni (ACL), che stabilizzano l’alimentazione del magazzino”.
Come integrare l’ACL su linee esistenti per il carico dei cartoni
Il Carico Automatico dei Cartoni (ACL) è una cella robotizzata di asservimento che mantiene continuamente alimentato in modo corretto il magazzino cartoni della confezionatrice. Il robot antropomorfo preleva i fogli dal pacco reggiato sul pallet, rimuove la reggia in sicurezza, riconosce tipologia e orientamento del materiale e inserisce i cartoni nel magazzino con l’allineamento controllato. Su impianti esistenti, l’ACL può essere integrato con un intervento di retrofit previa verifica di:
- Spazio: ingombri cella e spazi per l’alimentazione dei materiali;
- Funzionalità: scambio segnali con il PLC della macchina e sincronismo con il ciclo produttivo:
- Sicurezza: protezioni e barriere perimetrali di sicurezza.
“Dopo la presentazione a Ipack-Ima 2025 le richieste sono aumentate – ci spiega Cristian Sala. “Se da una parte l’adozione dell’ACL su linee nuove è immediata, lo stesso sistema si può integrare con un’operazione di retrofit consentendo di estendere la vita utile di impianti esistenti con un rientro dell’investimento piuttosto rapido”.
Come funziona l’ACL

Il Caricamento Automatico dei Cartoni identifica il pallet, separa i fustellati, gestisce gli intercalari e rifornisce il magazzino cartoni in modo continuo. “Il dispositivo è completamente automatico e integra un sistema di visione. In tempo reale è in grado di distinguere pieghe lievi da danni gravi e decidere lo scarto quando questo è necessario. Ogni evento è tracciato e registrato, disponibile per il miglioramento continuo. Operativamente, l’ACL elimina il carico manuale del cartone durante il ciclo del confezionamento perché si occupa del prelievo dal pallet, della verifica di conformità e del carico nel magazzino in sincronia con la confezionatrice. Il cuore è il robot collaborativo RB003 con pinze modulari sensorizzate la cui presa si adatta al formato del singolo foglio. Il sistema di visione di cui è dotato l’ACL rileva lo schema del pallet, orienta le pile e scarta i cartoni non conformi prima del loro inserimento” spiega Sala.
La visione unisce percezione e azione e all’interno della cella ACL sincronizzando camera e robot, così le coordinate rilevate diventano traiettorie sicure per la presa dei fustellati. Il software di programmazione sviluppato appositamente da Cama, gestisce sia le ricette per il formato che il sincronismo con il ciclo macchina.
“Se i parametri vanno oltre i limiti impostati, la logica scarta la singola parte, evitando errori e blocchi. L’integrazione avviene tramite scambio dati con il PLC. Durante la presa, il sistema di visione gestisce disallineamenti, controlla il prelievo e l’orientamento del fustellato; la testa conferma la presa e la modula in base al materiale” continua Sala. “A livello di fabbrica, il sistema può anche coordinare i flussi con i Robot Mobili Autonomi (AMR), ricevendo notifica di arrivo pallet e allineando il ritmo di prelievo per evitare code o attese. I fermi macchina si riducono, calano gli scarti da danneggiamento e si elimina la manipolazione manuale nel ciclo ordinario. Ne derivano qualità più stabile, migliore ergonomia e maggiore continuità produttiva. Nel quotidiano, l’ACL stabilizza il flusso verso la confezionatrice, abbatte i micro-fermi dovuti a pallet disomogenei e riduce i danneggiamenti legati alla manipolazione manuale”.
Quali sono gli ingombri e la manutenzione dell’ACL
Oltre alle funzionalità evidenziate, l’ACL ha la caratteristica di essere particolarmente compatto. Inoltre, in quelle applicazioni con macchine nuove il sistema viene integrato direttamente sul lato di carico della macchina in modo da ridurre l’impronta a terra, mantenere accessi frontali e laterali liberi e semplificando in questo modo le operazioni dell’operatore. L’architettura totalmente elettrica e l’uso di cinematismi a bassa usura limitano gli interventi nel tempo; i punti di manutenzione sono concentrati e raggiungibili senza smontaggi complessi, caratteristica di tutte le macchine Cama. La diagnostica tiene conto dei contatori, allarmi e report, con la tracciabilità delle attività eseguite. L’integrazione dell’ACL con il telaio, cablaggi, HMI, PLC, marcatura CE, manuali e piano manutentivo unificati, riduce tempi di messa in servizio, evita doppioni documentali e rende più semplice la gestione ricambi e i controlli per avere ingombro ridotto, manutenzione minima e gestione unica dell’impianto.
Chi ha acquistato una macchina può integrare l’ACL anche successivamente

“Sì, il Carico Automatico dei Cartoni è progettato anche per il retrofit. Il percorso parte da un sopralluogo tecnico e innanzitutto da uno studio propedeutico. Verifichiamo spazi liberi, vie di movimentazione dei pallet, altezza utile del magazzino cartoni e punti di accesso per operatori e manutentori. In parallelo definiamo lo scambio segnali con il PLC della macchina e l’integrazione con l’Interfaccia Uomo-Macchina (HMI) per ricette e diagnostica. Le funzioni di sicurezza vengono adeguate al contesto” spiega Cristian Sala. “L’installazione è compatta e richiede interventi minimi sulla meccanica esistente; il collaudo avviene con pallet reali per validare presa, sfogliatura e inserimento. Il risultato è un asservimento stabile che riduce manodopera non qualificata, abbatte micro-fermi e rende continuo il rifornimento del magazzino cartoni. Sulle macchine nuove, l’ACL nasce integrato a bordo con la sua struttura, cablaggi, HMI/PLC, documentazione e certificazioni unificate. Questo semplifica la messa in servizio, riduce i tempi di avvio e centralizza manutenzione e ricambi. In entrambi i casi, l’obiettivo è lo stesso: più continuità, meno errori e maggiore produttività con un sistema pensato per adattarsi all’impianto, oggi e domani”.













